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Voto del Parlamento Europeo: Google dovrebbe separare la divisione search dal resto della compagnia

Google EU: il parlamento europeo chiede divisione Search da altri asset. Il 27/11/2014 il parlamento dell'Unione Europea ha votato la proposta di scorporare, per l'Europa, il business del motore di ricerca dalle altre divisioni, con un occhio soprattutto agli annunci a pagamento.

La risoluzione sulla divisione tra Search Engine e Paid Advertising

Il 27 novembre 2014, il Parlamento Europeo ha votato una mozione non vincolante secondo cui Google, in Europa, dovrebbe separare la propria divisione Search dal resto degli asset societari.

Si tratta ancora di una risoluzione non esecutiva, perché spetta alla Commissione Europea stabilire i decreti con cui verrà, eventualmente, applicata la decisione.

Le ragioni del voto

Ufficialmente, le ragioni della risoluzione sono legate ai temi della Privacy e della concorrenza, e l'esito della votazione ha dimostrato come ci sia un fronte compatto su questi temi (458 sì, 173 no, 46 astenuti) tra i rappresentanti politici degli stati europei.

La Privacy e il "Right to be forgotten"

Una delle ragioni dietro la mozione, è la battaglia legale pluriennale tra la Comunità Europea e Google in materia di privacy e gestione dei dati degli utenti. Una delle possibili (e apertamente sperate da varie autorità politiche) conseguenze di questa votazione, è il raggiungimento di un accordo su dati personali e privacy, per scongiurare la minaccia di una ingiunzione della Corte Europea.

La concorrenza e il market share

Anche su questo campo, si combatte da anni - è un dato di fatto, in Europa Google detiene il 90% del market share per i motori di ricerca. Varie compagnie, tra cui Microsoft, hanno in passato richiesto un intervento alla Comunità Europea; tuttavia l'accordo proposto da Google è stato rifiutato dalle compagnie stesse.

In più, una consistente parte dei rappresentanti politici degli Stati membri, appoggerebbe una "Google Tax", cioè una tassa sull'uso da parte del motore di ricerca dei contenuti protetti da copyright.

Uno degli aspetti contenuti nella mozione recita: "...all internet traffic should be treated equally without discrimination and that the search process and results should be unbiased..." Cioè: "Il traffico internet non deve subire discriminaizoni e i processi e risultati di ricerca non dovrebbero essere manipolati".

Appellandosi a questo principio, il business degli annunci a pagamento di Google e la segretezza degli algoritmi del motore di ricerca, sono citati da vari centri di potere Europei come ostacoli al mantenimento di una concorrenza equilibrata. 

La risposta di Google

Al momento, Google non ha ufficialmente commentato la risoluzione; sicuramente la UE ha preso una posizione forte, spinta dalle forti pressioni politiche ed economiche legate al web e al business dei motori di ricerca.

La decisione UE vista dall'America

A parte le reazioni di Google, negli USA vari giornalisti hanno commentato la notizia non proprio positivamente. Agli occhi di chi vive oltreoceano, fuori dalla Comunità Europea, questa azione ha più il sapore di una manovra politica volta ad ottenere vantaggi, e non una "crociata" per il diritto alla privacy e il libero mercato.

Da un lato, la pressione politica di Microsoft (più volte sanzionata dagli enti antitrust) e altri competitors di Google, viene vista come un espediente per colmare strategie di marketing e business inefficaci per l'Europa.

Dall'altro, l'aperto consenso di tutte le forze politiche a una "Google Tax" pare il vero motore della votazione.

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