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Stop del governo Francese: Uber vietato in Francia, per concorrenza irregolare ai taxi e ragioni di sicurezza

Uber vietato in Francia da Gennaio 2015: il divieto è stato inserito dal Ministero dei Trasporti Francese all'interno di un nuovo decreto sul codice della strada che entrerà in vigore dal 1 gennaio 2015. In particolare, Uber è stato vietato anche per le forti proteste dei tassisti, che lunedì 15 dicembre hanno bloccato il traffico a Parigi dall'aeroporto fino in centro, ma il ministero cita anche ragioni di sicurezza.

La protesta in Francia contro Uber

Uber, la popolare app di ride sharing, recentemente sta affrontando problemi in vari paesi, distribuiti in diversi continenti: dalla Thailandia, all'Europa, all'India, cresce il numero di paesi che ha già vietato il servizio o sta valutando come comportarsi.

La più recente in ordine di tempo è la Francia, dove la app di Uber sarà vietata a partire dal 1 gennaio 2015, per una decisione del governo seguita alle furiose proteste dei tassisti.

Il decreto sul codice della strada del Ministero dei Trasporti Francese

Il provvedimento è stato inserito all'interno di un pacchetto di nuove leggi in materia di codice della strada, tra cui un irrigidimento delle pene, sia carcere che sanzioni, per chi lo infrange.

Riguardo a Uber, l'App è stata ufficilamente proibita per 2 motivi:

  1. I rischi per la sicurezza di passeggeri e autisti Uber
  2. La concorrenza irregolare del servizio verso i Taxi

Uber e la sicurezza

Secondo fonti del Ministero, il processo di ride sharing che si verifica utilizzando la App presenta diversi punti "scoperti": mancano infatti assicurazioni, licenze e controlli, e secondo le autorità è difficile garantire la sicurezza di viaggiatori e autisti. A maggior ragione in caso di incidenti o problemi.

I tassisti contro Uber

Dall'altro lato, la protesta dei tassisti francesi, ben 57.000 solo gli iscritti al sindacato France Taxis, ha creato forti pressioni a tutti i livelli. Non solo per il disagio causato dalle proteste e blocchi stradali, ma anche perché pone un problema sociale non indifferente: secondo gli autisti di Taxi professionisti, sistemi come Uber rischiano di cancellare il reddito di chi lavora e vive di questo mestiere, e che ha investito soldi e risorse per licenze e vetture.

Proibire Uber?

Stabilire se vietare Uber sia giusto o sbagliato è una questione abbastanza problematica: da un lato c'è la tutela delle categorie professionali e della sicurezza stradale, dall'altro bisognerebbe impedire la formazione di lobby di potere, e garantire la libertà del consumatore di scegliere il servizio più adatto per sé.

Certo è che, in un mondo sempre più social e connesso, fenomeni come il ride sharing sono sempre più frequenti, e non dovrebbe stupire che persone lungimiranti creino servizi e compagnie che rispondono alle nuove esigenze degli utenti. Air b&b ne è un esempio, come in Italia Bla Bla car, o il fenomeno diffusissimo in Europa del Couch surfing,

La funzione delle autorità dovrebbe essere mediare tra queste nuove esigenze, la inevitabile evoluzione sociale ed economica, e le esigenze di strutture ed equilibri che inevitabilmente vengono dal "prima".

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